biocide Descrizione

SOVESCI BIOCIDI

In natura sono conosciuti sistemi di difesa naturali di alcune specie della famiglia delle Brassicacee.
L’utilizzo di queste specie in agricoltura, noto con il termine di biofumigazione naturale, permette di riequilibrare la microflora del terreno, combattere lo sviluppo di patogeni e restituire in materia duratura un elevato livello di fertilità del terreno.
Sull’applicazione di questa tecnica, Triumph Italia, marchio di Agrium Italia S.p.A., ha sviluppato una vasta gamma di tecniche e prodotti validi per un’agricoltura convenzionale ed ammessi anche in agricoltura biologica.
Per una corretta valutazione delle modalità di azione dei sovesci di piante biocide si deve ricordare che tale tecnica permette tutti i noti effetti benefici dei sovesci convenzionali, quali l’incremento della sostanza organica presente nel suolo, il miglioramento delle caratteristiche chimiche e fisiche dei terreni, l’ incremento della biodiversità, la riduzione di perdite per dilavazione, minore erosione, migliore lavorabilità dei terreni, ecc., con l’aggiunta dell’azione biocida nei confronti di alcuni patogeni del terreno.

PIANTE BIOFUMIGANTI

L’azione delle piante biocide si esplica con modalità differenti in base alla localizzazione delle sostanze attive nelle diverse parti della pianta; le ripercussioni pratiche di queste conoscenze sono fondamentali per sfruttare a pieno il loro potere ammendante.
Solo alcune selezioni migliorate di Brassicacee posseggono un efficace effetto biofumigante ed esplicano la loro azione all’atto dell’interramento. I prodotti di idrolisi dei glucosinolati, contenuti nella parte aerea, agiscono principalmente contro numerosissimi funghi patogeni del terreno.

PIANTE NEMATOCIDE

Se il problema principale che si vuole affrontare sono i nematodi cisticoli (ad es. Heterodera schachtii) o galligeni (ad es. Meloidogyne incognita), occorre indirizzarsi verso piante specificatamente nematocide in grado di svolgere sulla radice un effetto trappola sul patogeno. Queste agiscono durante la coltivazione: l’elevato contenuto in glucosinolati presenti nella radice esercita un’attrazione nei confronti dei nematodi, i quali penetrano nella radice e vengono intossicati dal rilascio di composti antinutrizionali.

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