biocide ISCI 20

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ISCI 20 IN BREVE

Pianta biocida.
Record di adattabilità e versatilità.
Adattabile alle diverse condizioni pedoclimatiche.

VANTAGGI FUNZIONALI

È la prima selezione italiana di pianta biocida da sovescio, ed è tuttora la più utilizzata e collaudata. ISCI 20, morfologicamente equilibrata e difficilmente allettabile, ha un periodo di fioritura lungo e consente pertanto un sufficiente periodo utile per l’interramento. Mostra inoltre un’elevata rusticità e buona adattabilità alle diverse condizioni pedoclimatiche. È stata applicata in Italia e all’estero in precessione a moltissime colture erbacee ed arboree di pieno campo.

COMPOSIZIONE E PARAMETRI TECNICI

Biomassa alla trinciatura: fino a 110 Tonn. per ettaro (sostanza fresca) in semina autunnale mentre come intercalare produce fino a 60 Tonn. per ettaro di sostanza fresca
Glucosinolati: 13,3 micromoli per grammo (sostanza secca)
Principale glucosinolato: Sinigrina (i cui prodotti di degradazione risultano attivi per contatto e in forma volatile)
Azoto organico apportato: fino a 93 unità per ettaro

COME E QUANDO UTILIZZARLA

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Lavorazioni: gradisce un terreno con un buon grado di finezza, ma si presta anche a semine su sodo.

Semina:

  • Epoca: in semina autunnale, da fine settembre a fine ottobre al centro nord, fino alla metà di novembre nei climi più temperati. In semina primaverile, da metà febbraio a tutto il mese di marzo. Qualora si disponga di irrigazione i sovesci possono essere seminati anche nei mesi più caldi.
  • Densità: da 8 a 10 Kg per ettaro, per ottenere un investimento finale di 240-300 piante al mq. Indicazioni particolari devono essere seguite di volta in volta a seconda della specie o del miscuglio in esame.
  • Modalità: a fila continua con seminatrice da frumento. Interfila di 10-15 cm. Profondità massima di 3 cm.
  • Concimazione: pur se non indispensabile, in presenza di fertilità residua della coltura precedente su terreni stanchi, è consigliata in quanto gli elementi assorbiti dalla pianta durante la coltivazione sono restituiti al terreno in forma organica al momento del sovescio. L’azoto in copertura alla dose di 50-70 unità per ettaro determina un incremento della biomassa. Fosforo e potassio sono necessari solo su terreni carenti.

Trinciatura: per poter essere efficace la massa verde ottenuta deve essere trinciata sia per facilitare l’interramento sia per scatenare la reazione biochimica. Si può utilizzare un trinciastocchi o una fresa fuori terra.

Interramento: la pianta trinciata deve essere rapidamente interrata affinché le sostanze volatili non si disperdano, ma contribuiscano a preparare il terreno per nuove colture più forti e ricche. Si può utilizzare una fresa, un erpice a dischi, oppure si può interrare con un’aratura superficiale. L’epoca più indicata per queste operazioni è la fioritura.

CONFEZIONI: Sacco da Kg. 5

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