biocide NEMAT

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NEMAT IN BREVE

Duplice azione: pianta trappola nematocida durante la coltivazione e pianta biofumigante al momento dell’interramento. Particolarmente efficace contro i nematodi

VANTAGGI FUNZIONALI

Unica tra le specie biocide di uso comune, NEMAT, specificatamente selezionata per le proprietà biocide, si caratterizza per la presenza di glucosinolati sia nella radice che nella parte aerea. Il suo impiego consente dunque una duplice azione: trappola durante la coltivazione e biofumigante al momento dell’interramento. Nei diversi ambienti può essere coltivata in tutte le epoche, ma se seminata a ciclo primaverile – estivo (con sussidio irriguo di soccorso) risulta più efficace perchè in questo periodo i nematodi risalgono negli strati superficiali del terreno e sono più sensibili all’effetto trappola.

COMPOSIZIONE E PARAMETRI TECNICI

Biomassa alla trinciatura: fino a 68 Tonn. per ettaro (sostanza fresca)

Glucosinolati: 12,9 micromoli per grammo

Principale glucosinolato: Erucina e Rafanina (i cui prodotti di degradazione risultano attivi per contatto e in forma volatile)

Azoto organico apportato: fino a 101 unità per ettaro

COME E QUANDO UTILIZZARLA

nemat_schema Lavorazioni: gradisce un terreno con un buon grado di finezza, ma si presta anche a semine su sodo.

Semina :

  • Epoca: in semina autunnale, da fine settembre a fine ottobre al centro nord, fino alla metà di novembre nei climi più temperati. In semina primaverile, da metà febbraio a tutto il mese di marzo. Qualora si disponga di irrigazione i sovesci possono essere seminati anche nei mesi più caldi.
  • Densità: da 8 a 10 Kg per ettaro, per ottenere un investimento finale di 240-300 piante al mq.
  • Modalità: a fila continua con seminatrice da frumento. Interfila di 10-15 cm. Profondità massima di 3 cm.
  • Concimazione: pur se non indispensabile, in presenza di fertilità residua della coltura precedente su terreni stanchi, è consigliata in quanto gli elementi assorbiti dalla pianta durante la coltivazione sono restituiti al terreno in forma organica al momento del sovescio. L’azoto in copertura alla dose di 50-70 unità per ettaro determina un incremento della biomassa. Fosforo e potassio sono necessari solo su terreni carenti.

Trinciatura: per poter essere efficace la massa verde ottenuta deve essere trinciata sia per facilitare l’interramento sia per scatenare la reazione biochimica. Si può utilizzare un trinciastocchi o una fresa fuori terra.

Interramento: la pianta trinciata deve essere rapidamente interrata affinché le sostanze volatili non si disperdano, ma contribuiscano a preparare il terreno per nuove colture più forti e ricche. Si può utilizzare una fresa, un erpice a dischi, oppure si può interrare con un’aratura superficiale. L’epoca più indicata per queste operazioni è la fioritura.

CONFEZIONI: Sacco da Kg. 5

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