applicazioni Protocollo di impiego nel rinnovo dei frutteti

L’impiego della Biofumigazione nel frutteto risolve i problemi di stanchezza del terreno.

La necessità di rinnovare frequentemente un frutteto e la limitata disponibilità di terreni vocati, sta incrementando i fenomeni di stanchezza in generale e più in particolare la presenza del fungo Armillaria mellea che provoca il marciume radicale e la morte della pianta. Pesco, melo, pero, actinidia e uva da tavola presentano i sintomi più evidenti: crescita lenta, ritardo nell’entrata in produzione, fallanze.

La Biofumigazione si è dimostrata un valido strumento per ottenere la risoluzione delle problematiche attraverso un innalzamento dei livelli di fertilità del terreno conseguente al noto effetto di riequilibrio della microflora.

Questo è il protocollo generalmente applicato:

1) Sovescio biocida (ISCI20) con semina in autunno/primavera e interramento quando la Brassica juncea raggiunge la fase di fioritura;

2) Biofence, prodotto chiave che esalta al momento del trapianto la microflora totale e comporta un efficace contenimento dei patogeni. Viene utilizzato al dosaggio di 300 g / mq, ma con riduzioni se è attuato in localizzazione;

3) Biofence FL, formulato liquido da impiegare in fertirrigazione protegge la radice da attacchi patogeni e favorisce l’emissione di nuove radici sane. Il dosaggio consigliato è di 1-2 litri di formulato per 1000 mq di coltivazione, applicando le dosi più basse se si attua un protocollo di trattamenti mensili.

Primi sintomi di Armillaria su melo

Esito di infezioni su pesco

Pesco al primo anno. In primo piano pesco tratatto con il Sistema Triumph Italia; in secondo piano pesco non trattato.

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