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pubblicazioni Brassica carinata

Brassica carinata più olio vegetale contro l’oidio di bietola e melone.

Una maggiore consapevolezza per l’ambiente e per la salute umana sta modificando oggi il modo di affrontare la difesa delle piante dalle malattie, con sempre maggiore interesse ad utilizzare prodotti fitoiatrici meno tossici, meno persistenti e più selettivi.

La sostituzione degli oli minerali con oli di origine vegetale o animale si è in alcuni casi dimostrata possibile e preferibile perché meno tossici verso le piante.

Prove sperimentali condotte nella lotta a funghi epifiti, quali Erysiphe betae (Vanha): oidio della barbabietola da zucchero (Beta vulgaris L.) e Erysiphe cichoracearum (DC): oidio del melone (Cucumis melo L.), hanno dimostrato come l’utilizzo di oli vegetali potenziati dall’aggiunta di composti di origine naturale, come le farine di semi di Brassicacee, siano in grado di svolgere un’attività biocida superiore a quella esercitata dai singoli componenti verso l’oidio della barbabietola da zucchero e del melone. >>Continua

pubblicazioni Nematodi galligeni

Nematodi galligeni sotto controllo anche in agricoltura biologica.

Qual’è la migliore strategia per gestire terreni infestati da nematodi galligeni?

Spesso una delle soluzioni adottate, è di interrompere la coltivazione in atto ed effettuare una rotazione con piante non ospiti. Sull’efficacia di questo metodo già da tempo sono sorti dubbi per la dimostrata polifagia dei patogeni che possono riprodursi su Solanacee, Cucurbitacee, Umbrellifere, Chenopodiacee, ecc.

Partendo da queste problematiche, l’articolo descrive un’interessante prova – durata tre anni – in cui nello stesso terreno infestato da una cospicua popolazione di Meloidogyne incognita si è verificata l’efficacia del trattamento di biofumigazione combinando pellet con piante trappola. >>Continua

homepage, pubblicazioni Biofumigazione

Una tecnica consolidata con molte prospettive di sviluppo.

La tecnica della biofumigazione consiste nell’applicazione di sostanze naturali dotate di attività biologica contro i patogeni del suolo e più in generale per una gestione sostenibile della fertilità chimica e biologica dei terreni.

Grazie al sovescio di piante biocide appositamente selezionate o all’utilizzo di altri prodotti da esse derivate, recentemente sviluppati dalla ricerca italiana (fieni, farine, pellet, ecc.), molte aziende orticole italiane sono riuscite a ridurre l’impiego di prodotti chimici nella gestione delle colture attraverso un incremento della fertilità complessiva del terreno tale da permettere nel breve ma soprattutto nel medio periodo un incremento della resa e della qualità merceologica delle produzioni. >>Continua

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